Aggiornamento del 1° agosto 2026, ore 08.42 — il piano è stato ritirato. La FIFA ha diffuso un comunicato in cui Gianni Infantino annuncia il ritiro integrale della proposta: «Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell'interesse dell'obiettivo prefissato. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti.» Non è una sospensione: decade anche il voto del 19 settembre, perché non c'è più nulla da votare. Il boicottaggio annunciato dall'UEFA ha ottenuto quello che chiedeva in meno di quarantott'ore, e nessuna competizione FIFA è stata effettivamente saltata. L'UEFA ha parlato di «una vittoria per tutto il mondo del calcio», aggiungendo però che l'attuale dirigenza FIFA ha perso la sua fiducia. I dettagli in fondo, nella sezione Come è finita.
Sotto trovi la ricostruzione originale del 31 luglio, che lasciamo integra perché documenta cosa si sapeva mentre la vicenda era in corso.
Nel giro di due giorni il calcio internazionale è finito nella frattura istituzionale più seria della sua storia recente. Il 29 luglio 2026 il presidente della FIFA Gianni Infantino ha inviato alle 211 federazioni affiliate una lettera che propone di aprire ai capitali privati la proprietà delle competizioni FIFA, Mondiale compreso. Il 30 luglio, meno di ventiquattr'ore dopo, l'UEFA ha riunito d'urgenza le sue 55 federazioni e ha risposto con l'annuncio più duro possibile: nessuna nazionale europea giocherà competizioni FIFA finché quel piano resta sul tavolo.
Questa è la ricostruzione dei fatti verificati, con l'indicazione esplicita di ciò che al momento non è confermato.
Cosa è successo, in ordine
Mercoledì 29 luglio. Infantino scrive alle 211 federazioni affiliate illustrando il funzionamento di FIFA Forward Enterprise (FFE), una società a cui conferire i diritti commerciali e l'organizzazione delle competizioni principali della federazione internazionale, Mondiale e Mondiale per club inclusi. L'operatività è prevista a partire dal 1° gennaio, subordinatamente alle approvazioni necessarie.
Giovedì 30 luglio. L'UEFA convoca una riunione d'emergenza in videoconferenza con le sue 55 federazioni affiliate. Il voto è unanime. Nel tardo pomeriggio, intorno alle 18.30 italiane, arriva il comunicato ufficiale che annuncia il boicottaggio.
Nelle stesse ore, anche la CONCACAF — la confederazione nordamericana, centroamericana e caraibica, 41 federazioni — respinge la proposta all'unanimità, lamentando la mancanza di un procedimento adeguato e quella che definisce una scadenza artificialmente ravvicinata.
Che cos'è FIFA Forward Enterprise
FFE è una controllata commerciale destinata a gestire i diritti e l'organizzazione dei tornei FIFA. Gli elementi riportati in modo concorde dalle fonti internazionali sono questi:
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Valutazione della società | circa 20 miliardi di dollari |
| Quota destinata ai privati | di minoranza, superiore al 20% |
| Advisor finanziario | JP Morgan |
| Investitore fra i più citati | Thrive, fondo guidato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner |
| Ritorno prospettato alle federazioni | oltre 80 milioni di dollari ciascuna entro il 2037, secondo ESPN |
| Avvio previsto | 1° gennaio, dopo le approvazioni |
L'argomento con cui Infantino difende l'operazione è che la struttura aumenterebbe in modo consistente le risorse distribuite alle 211 federazioni affiliate rispetto a oggi.
Va segnalata una differenza fra le fonti sull'entità della raccolta: alcune testate italiane indicano un obiettivo intorno ai 4,2 miliardi di dollari entro fine anno a fronte della cessione della quota di minoranza, mentre parte della stampa internazionale riferisce la cifra di 20 miliardi come valutazione complessiva della società. Sono due grandezze diverse e non vanno confuse.
Cosa ha detto esattamente l'UEFA
Il comunicato dell'UEFA è secco e non lascia margini interpretativi. I passaggi centrali:
Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio.
Non si tratta soltanto di un profondo fallimento nella leadership, ma di un'abdicazione al dovere della FIFA.
E soprattutto la parte operativa: nessuna nazionale UEFA parteciperà ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte resteranno in vigore.
L'UEFA indica due condizioni per rientrare: il ritiro integrale della proposta e garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la propria governance né le proprie competizioni a proprietà private. Non è una richiesta di modifica del piano: è una richiesta di ritiro.
La risposta della FIFA
La FIFA ha replicato sostenendo che "nessuno sta vendendo il calcio" e attribuendo le critiche a ricostruzioni giornalistiche errate. Al momento non risulta alcun passo indietro: la procedura verso la scadenza di settembre resta aperta.
Cosa cambia per l'Italia
L'Italia è una delle 55 federazioni UEFA, quindi è dentro il boicottaggio. Ma è importante capire il perimetro esatto, perché la confusione qui è facile.
Non è toccato tutto ciò che organizza l'UEFA: Nations League ed Europei restano fuori. Il calendario della Nazionale nella Nations League — a partire dall'esordio con il Belgio del 25 settembre all'Olimpico — non è messo in discussione da questa vicenda.
È in gioco invece tutto ciò che organizza la FIFA. In ordine cronologico, i primi appuntamenti esposti sono il Mondiale femminile del 2027 in Brasile e poi il Mondiale del 2030.
C'è un'ironia amara in tutto questo, e vale la pena dirla: l'Italia il Mondiale del 2026 non l'ha giocato, eliminata nel playoff dalla Bosnia. La Nazionale che ha appena affidato la panchina a Roberto Mancini — abbiamo ricostruito qui cosa è successo alla FIGC in diciassette giorni — si ritrova ora davanti a un ciclo di qualificazione il cui torneo di destinazione è oggetto di un braccio di ferro istituzionale.
Cosa succede alle scommesse sul Mondiale
È la domanda che ci arriva più spesso quando succedono cose di questo tipo, e la risposta onesta è: nell'immediato non cambia niente in automatico, ma cambia il profilo di rischio.
Le quote antepost — quelle sul vincente di un torneo, piazzate con mesi o anni di anticipo — si costruiscono sul presupposto che il torneo si giochi nella forma prevista e con le squadre previste. Da ieri quel presupposto, per le competizioni FIFA, non è più scontato. Uno scenario in cui il Mondiale si disputasse senza le nazionali europee non è quotabile con i modelli usati finora, semplicemente perché non ha precedenti.
Il punto pratico per chi scommette è uno solo, e non riguarda i pronostici: prima di piazzare una scommessa a lungo termine su una competizione FIFA, leggi cosa prevedono i termini del tuo operatore in caso di evento annullato, rinviato o modificato nel format. Le regole di rimborso e annullamento non sono uguali per tutti i bookmaker, stanno nelle condizioni della singola offerta e sono esattamente il genere di clausola che nessuno legge finché non serve. Se vuoi capire come si leggono queste condizioni, la nostra guida ai termini e condizioni parte da lì.
Vale anche la pena ricordare che una scommessa antepost immobilizza il tuo denaro per mesi: è il tipo di puntata su cui l'incertezza regolamentare pesa di più.
Le date che contano
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 19 settembre 2026 | termine entro cui le 211 federazioni devono pronunciarsi sulla proposta |
| 18 novembre 2026 | termine per la presentazione delle candidature alla presidenza FIFA |
| marzo 2027 | voto per la presidenza FIFA, a Rabat |
Nota del 1° agosto: la prima riga di questa tabella è decaduta. Il voto del 19 settembre non si terrà, perché la proposta da votare è stata ritirata. Le due date successive restano valide e spiegano il contesto politico in cui la partita si è giocata.
Cosa non sappiamo ancora
Su una vicenda che si muove di ora in ora, elenchiamo esplicitamente i punti aperti, perché in giro circolano già ricostruzioni che li danno per risolti:
Se il voto si terrà davvero il 19 settembre.Risolto: non si terrà, la proposta è stata ritirata il 1° agosto.Quale sia la posizione delle altre quattro confederazioni.Parzialmente risolto: secondo le ricostruzioni della stampa italiana all'opposizione si erano aggiunte le confederazioni asiatica e americana. Le posizioni di Africa e Oceania non sono mai state rese pubbliche in modo formale.- Se esista un legame formale fra il voto delle federazioni e i finanziamenti FIFA. Resta non confermato su fonti primarie, e quindi non lo riportiamo come un fatto.
Cosa comporterebbe operativamente il boicottaggio.Non si è posto: dall'annuncio al ritiro sono passate meno di quarantott'ore e in quella finestra non era in programma nessuna competizione FIFA.
Come è Finita
Il 1° agosto 2026, alle 08.42, la FIFA ha diffuso il comunicato che chiude la vicenda. Le parole di Infantino:
Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell'interesse dell'obiettivo prefissato. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti.
Non è una sospensione né una revisione: la formula «non verrà portata avanti» chiude il progetto FIFA Forward Enterprise. Con esso decade il voto del 19 settembre, perché non c'è più nulla su cui votare.
L'UEFA ha rivendicato il risultato parlando di «una vittoria per tutto il mondo del calcio», e ha ricordato che la proposta era stata respinta all'unanimità dalle sue federazioni. Ma ha aggiunto una frase che dice quanto la frattura resti aperta: l'attuale dirigenza FIFA, secondo l'UEFA, ha perso la sua fiducia e quella di molti altri.
Nei giorni precedenti si era dimesso Carlos Cordeiro, consigliere di primo piano di Infantino e già presidente della federazione statunitense, che aveva respinto il progetto senza margini di ambiguità. Secondo le ricostruzioni della stampa italiana il ritiro è arrivato per la somma di tre pressioni: le dimissioni interne, la minaccia di boicottaggio dell'UEFA e l'opposizione delle confederazioni asiatica e americana.
In sintesi
La FIFA ha proposto di vendere una quota della società che avrebbe gestito le sue competizioni. L'Europa ha risposto compatta che, a quelle condizioni, non avrebbe giocato. La CONCACAF si è schierata sulla stessa linea nelle stesse ore. In meno di quarantott'ore il piano è stato ritirato.
È la dimostrazione che la leva del boicottaggio, quando è unanime e arriva da chi porta i giocatori migliori del mondo, funziona: nessuna partita è stata saltata perché non è stato necessario saltarla.
Per l'Italia non cambia nulla né nel breve né nel medio: la Nazionale gioca la Nations League, che è competizione UEFA, e il Mondiale resta di proprietà della FIFA. Quello che resta aperto non è più commerciale ma politico, ed è la fiducia fra Europa e vertice FIFA — un conto che si regolerà alle elezioni presidenziali di marzo a Rabat.
Fonti verificate il 31 luglio 2026 incrociando il comunicato UEFA come riportato da ESPN, Open, Il Fatto Quotidiano, Tuttosport e Calcio e Finanza. Dove le fonti divergono — in particolare sull'entità della raccolta e sui ritorni prospettati alle federazioni — lo abbiamo segnalato nel testo anziché scegliere una cifra sola. Le ricostruzioni che collegano il voto delle federazioni all'erogazione dei finanziamenti FIFA non hanno trovato conferma sulle fonti primarie e non sono state riportate.
Aggiornamento del 1° agosto 2026: il ritiro della proposta e le dichiarazioni di Infantino e dell'UEFA sono stati verificati su Sky Sport e Il Fatto Quotidiano, che riportano il comunicato FIFA delle 08.42 in termini coerenti fra loro. La ricostruzione originale del 31 luglio è stata lasciata integra: le parti superate sono segnalate come tali anziché riscritte, perché documentano cosa era noto mentre la vicenda era in corso.


